Arte Sacra e i Beni Culturali
 

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pubblicato marted́ 7 agosto 2007



In questo secondo appuntamento della nostra neonata rubrica, cercheremo di tracciare in breve il profilo dell'Ufficio per l'Arte Sacra e i Beni Culturali, genesi, competenze, organigramma, con un occhio di riguardo verso un importante interlocutore istituzionale, la Soprintendenza, alla cui voce ci premureremo di dedicare ampio spazio anche nelle prossime uscite.

L'Ufficio per l'Arte Sacra e i Beni Culturali della diocesi venne istituito con decreto del vescovo Albino Luciani nel 1967; a dirigerlo fu designato don Michele Ossi, che ha svolto questo compito ininterrottamente, con competenza e passione, fino al 2005.

Attualmente responsabili dell'Ufficio sono don Fabrizio Mariani, delegato vescovile, e Cristina Falsarella, direttore, coadiuvati da Francesca Dottor, già collaboratrice di mons. Ossi dal 1998.

L'Ufficio affianca l'Ordinario diocesano in materia di beni culturali ecclesiastici e si pone a servizio delle singole parrocchie nella realizzazione di qualsiasi tipo di intervento di manutenzione straordinaria sugli edifici sacri, sulle opere d'arte in essi contenute o sugli altri edifici di pertinenza parrocchiale (oratorio, scuola materna…), come anche nella realizzazione di nuovi manufatti, mobili ed immobili; promuove la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico, fornisce consulenze, esegue sopralluoghi, cura i rapporti con le Soprintendenze, le Amministrazioni pubbliche e i privati, affinché ogni intervento venga eseguito in modo corretto, sotto il profilo metodologico e burocratico, e valorizzi il contesto in cui si inserisce.

A tale scopo, l'Ufficio si avvale del fondamentale apporto della Commissione diocesana per l'Arte sacra, formata da sacerdoti che nell'ambito della diocesi rivestono incarichi nel campo dei beni culturali e da professionisti che, in virtù della competenza maturata nel settore dei beni culturali ecclesiastici e di una profonda conoscenza del territorio, sono in grado di affrontare a 360° le complesse problematiche che ruotano intorno all'arte sacra. Andiamo a conoscerne i componenti: don Adriano Sant (economo e direttore diocesano del settore Cultura), don Rino Bechevolo (direttore del Museo diocesano "Albino Luciani" e vicedirettore dell'Archivio diocesano), don Piergiorgio Da Canal (direttore della Biblioteca del Seminario), don Mario Casagrande, don Adriano Dall'Asta (direttore dell'Ufficio liturgico), don Fulvio Silotto (direttore dell'Ufficio per la Musica sacra), gli architetti Sergio De Nardi, Enrico De Poi, Fabio Nassuato, Marzio Piaser e Franco Posocco, l'ing. Mario Bortolot, le storiche dell'arte Silvia Bevilacqua e Carlotta Candiani.

Restauro conservativo di edifici storici, impianti tecnologici, adeguamento liturgico, restauro di beni mobili sono soltanto alcuni degli interventi che necessitano dell'approvazione dell'Ufficio per l'Arte Sacra e i Beni Culturali, a cui segue il vaglio dell'Ufficio Amministrativo per quanto concerne l'aspetto economico e la definitiva autorizzazione dell'Ordinario diocesano.

Una volta autorizzato dalla diocesi, qualsiasi intervento che interessi un bene che abbia più di 50 anni è subordinato all'approvazione della competente Soprintendenza, organo di tutela periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che agisce direttamente sul territorio attraverso gli ispettori di zona. Il lavoro di questi funzionari è altamente qualificato: tecnici rigorosi e allo stesso tempo profondi conoscitori del nostro patrimonio, che operano in dialogo con l'Ufficio diocesano, le parrocchie committenti, i professionisti, le maestranze, dando efficacia e senso profondo alla nostra "cura" verso i beni culturali ecclesiastici.

Cristina Falsarella




(da L'Azione, n. 26 del 24/06/2007)




 
 
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