Arte Sacra e i Beni Culturali
 

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La pala di Santa Maria Nova a Serravalle

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pubblicato luned́ 29 ottobre 2007



La Pala del Tiziano nel Duomo di Sarravalle

Nel catalogo dal titolo "Lungo le vie di Tiziano", edito da Skira (Milano) e curato da Marta Mazza (ispettore di zona della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso), già presentato la settimana scorsa, compare una preziosa scheda di Giorgio Tagliaferro relativa alla pala raffigurante la Madonna con Bambino in gloria e i santi Andrea e Pietro, oggi collocata sulla parete di fondo dell'abside in Santa Maria Nova.

L'approfondimento che lo storico dell'arte ci offre è di grande portata. Sottolinea innanzitutto il coinvolgimento diretto del Consiglio cittadino nella commissione dell'opera; infatti, nel Libro delle Parti 1538-1542, si legge che la realizzazione dell'immagine sacra viene approvata dal Consiglio Maggiore il 29 maggio 1542 e la prima personalità artistica individuata per l'esecuzione è Francesco da Milano, che allo scopo presenta un bozzetto. Colpo di scena: nella delibera ufficiale del 28 giugno, considerato tale modello non "conveniente", il Consiglio opta per l'affidamento a Tiziano Vecellio, maestro di fama internazionale. Questa scelta manifesta il grande valore che l'istituzione municipale doveva attribuire a questa operazione, vista anche quale veicolo di affermazione del proprio ruolo anche nell'ambito dell'amministrazione della chiesa serravallese.

L'accordo con Tiziano avviene entro il 1542, ma da questo momento alla realizzazione dell'opera il cammino è lungo e costellato di intricate vicende. La querelle vede in opposizione la committenza, che sollecita la consegna del dipinto, ed il maestro, che tergiversa e chiede una somma maggiore di denaro a fronte della sostituzione della figura di san Vincenzo con quella di san Pietro, richiesta fatta in corso d'opera dalla committenza stessa.

Nel marzo del 1550 l'opera non è ancora stata consegnata. Non conosciamo la data precisa del suo arrivo a Serravalle, ma dovrebbe collocarsi tra il 1550 e il 1552, mentre il saldo finale viene liquidato al pittore entro l'anno successivo.

Cogliamo l'occasione per ricordarvi gli orari di apertura dei siti coinvolti nell'itinerario tizianesco, fino al 6 gennaio 2008: le chiese sono visitabili il venerdì (14.30-17), il sabato (10-12 e 14.30-17) e la domenica (14.30-17); il Museo diocesano "Albino Luciani" (ultimo piano del Seminario vescovile) apre ogni domenica (14.30-18). La visita alle chiese e al Museo diocesano è gratuita e aperta a tutti.

Cristina Falsarella




(da L'Azione, n. 44 del 28/10/2007)




 
 
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