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Una famiglia in Brasile con l'Operazione Mato Grosso

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pubblicato marted́ 3 dicembre 2013



Federica Magoga e Luigi Battistella sono partiti a settembre 2013 per il Brasile insieme ai loro tre bellissimi bambini. Da anni collaborano in modo attivo con l’“Operazione Mato Grosso” dedicando il loro tempo libero ad attività per la raccolta di fondi per sostenere progetti a favore di paesi in sviluppo. Un viaggio di ricerca e di servizio. L’8 novembre ci scrivono così.

 

Ciao cari amici del Centro Missionario,
provo a scrivere qualcosa di noi, dopo due mesi di permanenza...

Di salute, graças a Deus, tutti bene; tutto questo sole sta sicuramente aiutando i bambini ad avere una buona salute, allegri e spensierati! Proprio ieri dicevo alle bambine (che un po’ lamentavano la nostalgia dei nonni e degli amici in Italia) di godersi quest’anno di “vacanza” perché probabilmente non gli capiterà più tanto facilmente! Libere dai tanti impegni italiani, scuola, doposcuola, sport, catechismo ecc.

Dopo un primo momento di ambientamento non facile, visto che qui a Paranã siamo i soli italiani, che abbiamo passato a far pulizie (casa chiusa da più di un anno) scacciare formiche e qualsiasi tipo di bichos si possa immaginare dalla nostra nuova dimora, ora stiamo capendo in quale direzione impegnarci di più.

Gigi è alle prese con la sistemazione del muro di recinzione (ce ne sarebbero da raccontare!) per riuscire a tenere un po’ di ordine e perché non entri di tutto e tutti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Lavori di manutenzione ce ne sono tanti, tra i tetti da sistemare perché inizia a piovere dentro, pavimenti da alzare perché non si allaghino ogni volta che piove, finestre rotte ecc. e per ora abbiamo ancora la nostra brava mentalità di veneti a cui piace vedere le cose sistemate e ordinate.

Io... faccio la casalinga e la mamma! I nostri bambini si stanno ambientando bene, ma logicamente hanno bisogno di pazienza e tempo, e di essere accompagnati.

Francesca e Silvia ora frequentano regolarmente, insieme, la 2° serie, piano piano in modo da imparare il portoghese prima di essere inserite nella loro classe di appartenenza. Lorenzo va al prè solo se sto insieme a lui, non sempre riesco per gli impegni di casa... ma devagarzinho...

L’altro impegno di questo periodo è la visita alle famiglie che ricevono mensilmente la cesta di alimenti, grazie alle adozioni a distanza delle famiglie italiane; qui a Paranã sono più di 30 le famiglie che ricevono riso, fagioli, pasta, zucchero ogni mese. Sto visitando le famiglie, aggiornando i dati con i nuovi nati, spostamenti vari, ricongiungimenti e separazioni, i ragazzi che compiono 14 anni passano la cesta ai fratelli o ad altre famiglie... mi sta facendo bene (anche ai miei figli) conoscere la realtà fuori dell’oratorio, a volte fa rabbia, a volte tenerezza, a volte pensi che è meglio lasciare tutto nelle mani del Signore, con la preghiera perché non sapresti cosa fare... Sono realtà che sicuramente tanti di voi hanno visto e vissuto, penso al Monte Pascal che ho conosciuto con Imelda, sono passati 13 anni e si nota sotto certi aspetti, per altre cose la miseria non invecchia...

In casa invece hanno iniziato a girare un gruppetto di giovani dai 15 ai 17 anni, cosiddetti “catechisti” o animatori dell’oratorio che ci aiutano la domenica a seguire una trentina di bambini (di 8-9-10 anni) con cui abbiamo iniziato a fare qualcosa: oratorio cioè preghiera, canti, merenda, giochi e un po’ di catechesi, che vuol dire intanto imparare a fare il segno della croce, recitare una preghiera, entrare in chiesa in silenzio... Con questi ragazzi la sfida più grande, in vari modi ti chiedono di “esserci”, così sono abituati essendo cresciuti nell’oratorio grazie alla presenza di tutte le famiglie italiane passate prima di noi, non è un’età per niente facile e mi spaventa la nostra inesperienza e incapacità. Vedremo cosa riusciamo a combinare...

Che altro raccontarvi... ci sarebbero tante piccole storie delle persone che stiamo conoscendo, poveri disgraziati senza niente, bugiardi che cercano di fregarti, tutte storie che tanti di voi hanno vissuto e rivissuto; persone in gamba che ci affiancano e restano fedeli agli impegni negli anni, nonostante la stanchezza e la fatica della quotidianità; ragazzi e ragazze che si innamorano del cammino dell’Operazione Mato Grosso, che scelgono di restare come assistenti nelle nostre case, vivendo senza uno stipendio, sull’esempio dei volontari italiani come Sergio e Mariella, nel desiderio di regalare la vita, frutto di una vita (Sergio e Mariella) spesa in mezzo a loro, trattandoli come figli, quotidianamente. Alcuni si sposano e scelgono questo cammino come famiglia, vivendo nelle scuole agricole o a servizio dell’oratorio, ...ma questo lo lascio alla prossima lettera!

Un saluto a tutti!!!
A presto

Federica Magoga e famiglia




 
 
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