Centro Missionario Diocesano
 

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"Estate con...": ...padre Dino De Zan a Juan Rey

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pubblicato martedì 26 agosto 2008



Il desiderio di comprendere e “vivere” da vicino un progetto nato e sviluppatosi in un quartiere disagiato di Bogotà con l'unico intento di dare aiuto a persone malate e speranza a giovani e bisognosi e la voglia di conoscerne il fondatore Padre Dino De Zan, la curiosità nei confronti di una realtà diversa e per alcuni aspetti diametralmente opposta rispetto alla nostra, il voler condividere momenti delle giornate con la gente del posto e la certezza che questo viaggio avrebbe rappresentato un'avventura unica, costruttiva e significativa per le nostre vite: queste le principali motivazioni che ci hanno spinti ad aderire alla proposta del Centro Missionario diocesano con gli incontri di “Estate con...” di partecipare ad un'esperienza di condivisione presso il Centro San Camilo a Juan Rey, periferia di Bogotà in Colombia.

Precedentemente il gruppo, formato da Eleonora e Michele di Godega S.U., Elsie di Conegliano, Lisa da Col S. Martino e don Adriano, ha incontrato Padre Dino De Zan e Ezio Tonon, suo amico e collaboratore nel centro per alcuni anni, che ci hanno introdotto l'organizzazione e l'operato del centro ed il contesto sociale nel quale è inserito.

L'attività del Centro San Camilo iniziò infatti nel 1984 con le prime opere di assistenza sanitaria prestate dal Padre camilliano e medico Dino De Zan ai malati della Zona Sud di Bogotà. Per rispondere alle sempre maggiori richieste il padre creò quindi nel 1987 un proprio Centro Medico avvalendosi dell'aiuto di uno staff specializzato, struttura che venne poi ampliata nel 1991 e successivamente nel 1996. Nel 1987 fu costruita inoltre una cappella in grado di accogliere i fedeli del luogo. Dimostrando particolare sensibilità per la difficile e precaria situazione dei giovani residenti nel quartiere di Juan Rey e nelle zone limitrofe, padre Dino decise di creare nel 1996 un Centro di Formazione. Quest'ultimo propone diversi corsi a riconoscimento statale della durata di un anno (confezionamento, computer, meccanica) impostati e strutturati per educare ed inserire i ragazzi nel mondo del lavoro dando loro una concreta possibilità di riscatto. Il Centro dispone inoltre di una Mensa Comunitaria che in collaborazione con il Comune di Bogotà offre quotidianamente il pranzo a 450 bisognosi che diversamente non avrebbero di che sfamarsi.

Giovedì 31 luglio, arrivati all'aeroporto di Bogotà, siamo stati accolti da padre Dino e Fabiola, suo braccio destro, che ci hanno accompagnati al Centro San Camilo situato a circa quarantacinque minuti dal centro città.

Sin da subito abbiamo percepito un clima familiare di serenità ed affetto: abbiamo incontrato parte del personale del centro medico e di formazione che ci hanno accolti gioiosamente ed abbiamo ricevuto un caldo benvenuto dai ragazzi frequentanti i corsi.

Nel corso delle nostre giornate abbiamo vissuto e conosciuto diverse situazioni e persone. Partecipando allo svolgersi di alcune lezioni proposte dal Centro di Formazione ci è stato possibile scambiare parole e sorrisi con ragazzi ed insegnanti e condividendo i momenti di preghiera comunitari abbiamo abbracciato la gente del posto ed incrociato sguardi disorientati ma comunque fiduciosi. Ricordiamo con particolare commozione la visita ad un asilo, organizzato in un'abitazione privata di una signora,e le poche ore trascorse distribuendo pasti nella Mensa Comunitaria. Dobbiamo un ringraziamento sentito a Padre Dino e Fabiola che ci hanno fatto vivere la loro quotidianità permettendoci di sentirci particolarmente vicini alla gente.

Prima di partire, ci era difficile ipotizzare come sarebbe stata la nostra permanenza presso il centro..... avevamo solo una gran voglia di scoprire una nuova realtà. Nei pochi giorni trascorsi a Juan Rey abbiamo incontrato persone semplici e generose, conosciuto il loro desiderio di riscatto, incrociato sguardi profondi e curiosi di bambini, visitato cittadine tipiche e meravigliose, apprezzato la generosità, l'umiltà e la perseveranza di padre Dino e gli splendidi risultati del suo lavoro. Ed è per questo che ora siamo certi che ogni aspettativa sarebbe comunque risultata inferiore rispetto alla grandezza di quanto abbiamo vissuto e provato, all'accoglienza ed all'affetto ricevuti.

Eleonora Collodet





 
 
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