Coordinamento Pastorale
 

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La Visita Pastorale del vescovo Corrado

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pubblicato venerdì 9 novembre 2012



Nell'assemblea diocesana di settembre il vescovo Corrado aveva dato la notizia che nel prossimo gennaio avrebbe iniziato la Visita pastorale alla Diocesi. Vogliamo riprendere questa notizia; ci preme soprattutto mettere in evidenza la finalità della visita pastorale e come essa si svolgerà.

Inizio della visita pastorale

La Visita pastorale avrà inizio con una celebrazione solenne nel pomeriggio di domenica 20 gennaio 2013 in cattedrale a Vittorio Veneto. Essa sarà preceduta da una veglia di preghiera che durerà tutta la notte tra sabato 19 e domenica 20. Questa scelta di convocare i fedeli della Diocesi ad una lunga veglia notturna di preghiera dice l'importanza che il nostro vescovo intende dare alla sua visita pastorale. Dopo questo inizio a livello diocesano, il vescovo visiterà dapprima la forania di Vittorio Veneto (nei mesi gennaio-marzo), poi la forania di Motta di Livenza (mesi aprile e maggio) e successivamente quella di Conegliano (mesi settembre-novembre).

Il calendario dei prossimi anni non è ancora stabilito.

Le finalità della visita pastorale

Il nostro vescovo intende dare alla sua visita pastorale una finalità essenzialmente religiosa. Egli lo scrive nella lettera per la visita pastorale Collaboratori della vostra gioia. Ne riporto alcuni pensieri.

"La visita pastorale si propone lo scopo di confermare e stimolare la fede, di sostenere la speranza, di rendere più generosa la carità, di favorire il ritorno a Dio con una sincera conversione al Vangelo di Gesù Cristo. La visita del vescovo offre anche l'occasione di verificare in quale misura l'attività pastorale che viene vissuta nella parrocchia, nell'unità pastorale e nella forania sia espressione di culto e di preghiera, testimonianza di vero amore, strumento efficace di evangelizzazione e di missione.

Per usare le parole che ci hanno guidato nella preparazione e celebrazione del IV Convegno diocesano, potremmo dire che la visita pastorale ha sia lo scopo di aiutarci a verificare il modo in cui viviamo, da battezzati, l'invito che ci è stato rivolto: "Abita la terra e vivi con fede!'; sia quello di stimolarci a fare nostro tale mandato in modo sempre più convinto e coerente. Si tratterà - anzitutto con un'onesta e franca verifica fatta nelle singole realtà locali, ma anche con un rilancio, realistico e insieme coraggioso del nostro impegno - di crescere sempre più nel sentirci tutti responsabili di quel dono inestimabile che è il Vangelo di Gesù. Dovremo chiederci come riusciamo a coltivare e condividere una sempre più profonda esperienza di Dio, e, nello stesso tempo, a crescere nell'esperienza di Chiesa-comunione, dove tutti - ognuno con la sua vocazione e con i doni che il Signore gli ha dato - attuano una vera corresponsabilità per la missione.

Saremo concretamente chiamati a verificare come questa corresponsabilità per la missione si realizza nella vita e nelle relazioni all'interno delle nostre comunità (per fare qualche esempio: nel modo in cui si vive la preghiera sia liturgica che personale e l'ascolto della Parola di Dio; nella capacità di trasmettere la fede alle nuove generazioni; nella presenza di una sensibilità vocazionale e ministeriale; nella vitalità degli organismi di partecipazione; nelle relazioni tra gruppi, associazioni e movimenti; nell'uso evangelico delle risorse economiche e delle strutture; nella comunione e collaborazione tra parrocchie nelle unità pastorali e nelle foranie...).

Ma sarà importante anche chiederci come la fede delle nostre comunità parrocchiali, dei gruppi e delle associazioni, si manifesta e si comunica nell'ambiente civile e territoriale in cui vivono, alla luce del vangelo della carità e della dottrina sociale della Chiesa (es. nell'impegno a conoscere e a interpretare da cristiani la situazione sociale e culturale del territorio; nella relazione con la nuova presenza degli immigrati; nella cura per le molteplici forme di povertà e di fragilità umana oggi presenti; nel dialogo e nella relazione con altre realtà di volontariato e di impegno sociale; nell'impegno educativo propostoci dalla CEI per questo decennio...).

L'obiettivo di questa verifica che avviene in occasione della Visita Pastorale non è quello, fiscale, di andare alla ricerca di inadempienze o di giudicare responsabilità personali per eventuali cose che non vanno, ma quello, pastorale e costruttivo, di cogliere in questa situazione storica che stiamo vivendo un segno della volontà di Dio, un invito a rispondere con fedeltà, rinnovando, se necessario, la propria mentalità e i propri metodi pastorali".

Il modo di svolgimento della visita pastorale

Il primo posto nello svolgimento della visita pastorale spetterà alle persone, mediante l'incontro, i contatti, il dialogo con i sacerdoti e con i fedeli, individualmente e a gruppi. L'esame dei luoghi di culto, delle strutture pastorali, dei beni culturali, artistici ed economici della parrocchia, che pur sono patrimonio della ricca tradizione della nostra Chiesa vittoriese, verrà dunque delegato ai collaboratori del vescovo, appositamente incaricati.

Questa visita pastorale, pur avendo dei momenti che faranno riferimento alla forania, privilegerà la realtà della parrocchia e quella dell'unità pastorale. Si tratta di una scelta che dà certamente rilievo (com'è nella tradizione) alla singola parrocchia, ma che - prendendo atto dei cambiamenti intervenuti in questi ultimi decenni - riconosce la realtà delle unità pastorali e intende, inoltre, anche sostenerne l'importanza e favorirne la crescita e l'ulteriore sviluppo nella direzione dell'unità, della condivisione e della collaborazione pastorali. In ogni caso, non va dimenticato che, visitando le singole parrocchie e unità pastorali, il vescovo mantiene come suo obiettivo quello di rafforzare l'unità e la comunione della Chiesa locale, risvegliando nei sacerdoti e nei fedeli la coscienza della loro appartenenza alla Diocesi e alla Chiesa universale.

Alcuni mesi prima dell'inizio della visita pastorale nella singola forania, il vescovo incontrerà dapprima i presbiteri della forania e, in seguito, i fedeli impegnati nel servizio pastorale. In questi incontri il Vescovo presenterà e consegnerà la lettera Collaboratori della vostra gioia, con l'obiettivo di delineare lo scopo e le modalità della sua visita; negli stessi incontri verrà steso il calendario degli incontri e delle celebrazioni e saranno consegnati alcuni strumenti di lavoro per la preparazione dei vari operatori pastorali all'incontro con il loro pastore.

Nel vescovo che ci visita cogliamo e prepariamoci ad accogliere la visita del Signore.

don Martino Zagonel




 
 
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