Centro Missionario Diocesano
 

carattere piccolo carattere normale carattere grande

Quaresima di fraternità 2013

La fede senza le opere è morta


Il manifesto per la Quaresima 2013

Proponiamo di vivere la quaresima facendo memoria ogni giorno di un testimone della fede dei nostri giorni o relativamente vicino a noi nel tempo, fratelli o sorelle che hanno testimoniato in maniera straordinaria la fede in Gesù e nel suo Vangelo, pur senza giungere a dare la vita nel martirio.

Se la Quaresima è tempo privilegiato per l'ascolto della Parola di Dio, nutriamo la nostra fede mettendoci in ascolto della Parola che si è fatta carne in Gesù e nella vita dei suoi amici martiri.

Se la Quaresima è tempo di fraternità e di solidarietà con i poveri, imitiamo le opere di misericordia di tanti nostri fratelli che, come Gesù, si sono fatti servi, fedeli fi no alla morte, dei piccoli, dei poveri, dei perseguitati per la giustizia.

Se la Quaresima è tempo di conversione imitiamo l'esempio dei martiri, "pietre vive e preziose, scolpite dallo Spirito con la croce e il martirio, per la città dei santi" (dall'inno per i martiri).


Il calendario con le testimonianze ci accompagna durante i giorni della Quaresima. Usiamolo per un breve momento quotidiano di preghiera personale o in famiglia.

Poster, calendari quaresimali e salvadanai sono in distribuzione alle parrocchie.



La presentazione del Vescovo:

Confessori della fede

Uomini e donne innamorati del Vangelo


«Sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede, la quale vede il mistero insondabile dell'intreccio tra santità e peccato. Mentre la prima evidenzia il grande apporto che uomini e donne hanno off erto alla crescita ed allo sviluppo della comunità con la testimonianza della loro vita, il secondo deve provocare in ognuno una sincera e permanente opera di conversione per sperimentare la misericordia del Padre che a tutti va incontro» (Benedetto XVI, Porta fidei, 13).

Ho pensato a queste parole del nostro Papa quando il Responsabile dell'Ufficio missionario diocesano mi ha parlato dell'intenzione di dedicare il sussidio quaresimale di quest'anno a figure di testimoni della fede. "Confessori della fede": questo è il nome con cui la tradizione della Chiesa ha identificato questi nostri fratelli e sorelle che hanno testimoniato in maniera straordinaria la fede in Gesù e nel suo vangelo, pur senza giungere a dare la vita nel martirio.

Se ricordate, lo scorso anno questo sussidio ha off erto uno splendido e apprezzato "mosaico" di martiri, il cui insieme tratteggiava (appunto come le tante tessere di un unico mosaico) il volto del Re dei martiri, il Signore Gesù. Quest'anno, "Anno della fede", le figure che verranno presentate, saranno figure di donne e di uomini che hanno "confessato" la fede - e ovviamente la speranza e la carità - in modo che tutti hanno avvertito come esemplare, anche se, al momento, solo una parte di loro sono stati proclamati santi o beati. Ma proprio l'esemplarità della loro "confessione di fede" ci porta a riconoscere che a loro si addice in modo splendido la frase, molte volte citata, di Paolo VI: «L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni».

Mi hanno colpito le parole del Papa in un recente intervento nel quale ha precisato - in riferimento alla fede - il significato dell'espressione "confessare la fede", rispetto a quella che sembrerebbe più appropriata e cioè "professare la fede". Egli osserva che, mentre la parola "professare" indica semplicemente l'atto di presentare positivamente una realtà, «la parola "confessare" si riferisce alla situazione in un tribunale, in un processo dove uno apre la sua mente e confessa. In altre parole, questa parola "confessione", che nel cristiano latino ha sostituito la parola "professione", porta in sé l'elemento martirologico, l'elemento di testimoniare davanti a istanze nemiche alla fede, testimoniare anche in situazioni di passione e di pericolo di morte. Alla confessione cristiana appartiene essenzialmente la disponibilità a soffrire... La "confessio" implica la disponibilità di dare la mia vita, di accettare la passione. E proprio questo ne garantisce la credibilità».

L'esempio di questi "confessori della fede", che affrontano, con coraggio, fatiche e sofferenze, pur di rimanere fedeli e coerenti alla relazione con Gesù e il suo vangelo, ci stimola e ci incoraggia. Può capitare anche a ciascuno di noi di sentire sorgere dentro il proprio cuore lo stesso interrogativo che avvertì dentro di sé il giovane soldato Ignazio di Loyola, quando, ferito in seguito ad una battaglia, lesse una raccolta di vita di santi: «Mentre leggeva la vita di Cristo nostro Signore e dei santi, pensava dentro di sé e così si interrogava: «E se facessi anch'io quello che ha fatto san Francesco; e se imitassi l'esempio di san Domenico?». Furono proprio quelle testimonianze a dare inizio al suo cammino di conversione e di santità.

Le testimonianze e le parole che troveremo in questa sussidio incoraggiano tutti: ministri ordinati, consacrate e consacrati, laici... Questi ultimi soprattutto devono sentirsi spinti a riconoscere e ad accogliere la chiamata a diventare "confessori della fede" nella vita di ogni giorno, perché è proprio a questo che li chiama il battesimo che hanno ricevuto. In questo senso mi pare bello concludere questa introduzione con un testo che troveremo qui di seguito riportato e che è stato scritto da una straordinaria testimone del Vangelo nel nostro tempo, Madeleine Delbrêl: «C'è gente che Dio prende e mette da parte. Ma ce n'è altra che egli lascia nella moltitudine, che non "ritira dal mondo". È gente che fa un lavoro ordinario, che ha una famiglia ordinaria o che vive un'ordinaria vita da celibe. Gente che ha malattie ordinarie e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria e vestiti ordinari. È la gente della vita ordinaria. Gente che si incontra in una qualsiasi strada... Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messo è per noi il luogo della nostra santità. Noi crediamo che niente di necessario ci manca. Perché se questo necessario ci mancasse, Dio ce lo avrebbe già dato» (Madeleine Delbrêl).

Ringrazio di cuore chi ha preparato questo sussidio e auguro a quanti lo utilizzeranno di trovarvi un aiuto semplice, ma efficace per vivere la santa Quaresima come tappa fondamentale di quell'Anno della fede che il Signore ci dona di vivere.

+ Corrado Pizziolo




 
 
Diocesi di Vittorio Veneto © 2006-2019 - revisione: 18/02/2013info sui cookie  -  contattateci